2x09 Committed

Puntata decisamente ansiogena, questa penultima! Forse avremmo tutti bisogno di un'iniezione di quel tanto decantato “Siero della Resilien...” - ah, no, meglio non correre il rischio di trasformarci tutti in serial killer o psicopatici, ne girano già abbastanza in Absentia e ancora non li abbiamo scovati tutti. 

Se l'intento dell'episodio era quello di farci lambiccare il cervello per una settimana, in attesa di scoprire chi è il colpevole tra le (in fondo poche) persone all'apparenza prive di zone d'ombra – perché salutavano sempre – che abbiamo imparato a conoscere, pur evidentemente non conoscendole abbastanza, congetturando l'impossibile, rivisitando più volte, da soli o in compagnia, gli snodi della trama di entrambe le stagioni, sottoponendo a minuzioso scrutinio ogni più innocente dialogo o espressioni del viso sospette, cercando di prevedere il colpo di scena finale che ci svelerà la verità, o parte di essa (teniamo pure il resto per un'eventuale terza stagione, grazie), direi che l'obiettivo è stato perfettamente raggiunto. E so già che mi mancherà fare tutto questo, dalla prossima settimana. 

Nel corso della puntata molti tasselli hanno cominciato ad andare al loro posto, componendo un quadro più ampio con un suo senso logico e compiuto. Sono tasselli che ci hanno permesso di ricostruire a ritroso una parte della storia di Emily, svelando le motivazioni all'origine delle torture subite durante la sua prigionia, il cui orrore, impossibile da immaginare in tutta la sua portata, siamo in grado di rivivere attraverso i brevi flashback, in cui siamo testimoni - senza filtri e senza protezioni- della crudeltà umana nella sua massima espressione. Il mio cuore si apre sempre in due per la pena e il dolore che provo nei confronti di una donna senza colpe che ormai amo come se fosse una persona a me cara. 

Emily ha superato l'indicibile con una forza straordinaria che pochi avrebbero avuto, il tutto a causa dei sogni di gloria di un pazzo in preda a un incontrollabile delirio di onnipotenza, convinto che spingere una persona oltre i limiti umani, sottoponendola a prove raccapriccianti, per salvare il mondo dai propri traumi autoinflitti, fosse assolutamente, se non etico, quantomeno accettabile. 

Ogni volta che rivedo mentalmente l'immagine di un uomo fintamente bonario dai modi melliflui, con quell'aspetto da “Pater Familias” rassicurante, sapendo il marcio che invece si nasconde sotto la superficie, vorrei fargli quello a cui Emily l'ha sottoposto negli ultimi minuti della puntata. Solo, più forte. 

Mi piace il fatto che la serie abbia rivisitato il nodo cruciale del rapimento di Emily e della sua successiva prigionia, a cui già nel finale della scorsa stagione era stata data una spiegazione soddisfacente e in grado di reggersi autonomamente – nel caso in cui Absentia non avesse ricevuto il rinnovo per un'altra stagione-, ampliando la storia in modo coerente e rigoroso, senza forzature o inutili aggiunte che mal si sarebbero armonizzate con quanto ci era già stato spiegato. Siamo di fronte a una verità più ampia, ma altrettanto credibile. 

Ma senza ombra di dubbio, e voglio ammetterlo subito, in una puntata molto ricca di rivelazioni, colpi di scena, gente che muore e gente viene lasciata dopo aver regalato pendenti con tutto l'amore possibile (!) a gente che non se lo merita, ciò che più mi ha colpito e che mi ha lasciato una profonda e duratura impressione di umanità e di tenerezza è in assoluto la scena di inizio puntata.

Emily è in preda alla pura angoscia per aver scoperto che i peggiori timori di una madre sono diventati realtà, cioè Flynn è oggettivamente in pericolo perché è, ed è stato per un tempo non quantificabile al momento, ma che appare comunque insopportabilmente lungo, nelle mani del mostro, sotto gli occhi della sua intera famiglia unita dal comune scopo di proteggerlo, che l'ha affidato in buona fede a un professionista dall'impeccabile reputazione non sospettando nulla, pensando al contrario di fargli del bene (per le informazioni che abbiamo allo stato attuale), perché come era possibile immaginare una cosa del genere? Puoi andare a pensare che uno psicologo tanto autorevole e alla mano possa praticare esperimenti non autorizzati su esseri umani? Nemmeno nella più fervida delle fantasie.

La maestosità dell'interpretazione di Stana Katic in questa scena di apertura è qualcosa di indescrivibile. Lo dico ogni settimana, convinta di aver assistito alla sua migliore performance, ma la volta successiva rimango nuovamente senza parole per come il suo talento raggiunga sempre forme espressive inesplorate. 

In un continuo crescendo, Stana Katic riesce a superare se stessa, immergendosi a tal punto negli abissi di un personaggio che vive costantemente a fianco di un incubo che trabocca di orrore, da rendere l'esperienza, per me spettatrice, non solo realistica, ma viva e pulsante. Ogni volta soffro con lei, ogni volta mi trasformo in un groviglio di dolore insieme a lei. Possiede la rara capacità di riuscire a farmi scendere sempre più in profondità dell'oscurità che Emily racchiude in sé, graffiandomi la pelle e facendomi sanguinare.

Non mi capita praticamente mai di avvertire un tale trasporto emotivo per un personaggio, capace di coinvolgermi in modo totalizzante. Quando rivedo quella scena, nonostante cerchi di controllarmi, di non farmi trascinare in quel gorgo di sofferenza che già conosco, finisco a pezzi su quel pavimento con lei.

Stana Katic non è solo molto, molto brava a recitare la sua parte. Sa gestire con grande abilità un personaggio non facile da tenere sotto controllo senza farsene sopraffare, regalando a Emily sfumature e chiaroscuri che la rendono sia una sopravvissuta che una persona da proteggere, qualcuno che regala vicinanza e sorrisi, nonostante la disumanità di cui è stata vittima. Qualcuno che è molto di più di quello che le è stato fatto.

E Cal. Cal che corre a offrire sostegno, aiuto, comprensione, affetto. Che la calma con la sua semplice presenza. Che sa come agire nei suoi confronti, ma non usa la vicinanza che si genera per forza di cose in circostanze emotive tanto estreme, per accorciare le distanze tra loro o pretendere di entrare nel suo mondo interiore, chiedendo spiegazioni, obbligandola a confidarsi. Le rimane accanto nel modo più altruistico che un essere umano possa offrire a un altro, senza mettere se stesso in mezzo o sentire di avere dei diritti. La aiuta, la sorregge finché ne ha bisogno, e poi la lascia libera di andare da sola.

Per me è la scena emotivamente più potente dell'episodio. Amo il modo pacato con cui hanno introdotto il personaggio di Cal nella vita di Emily e nelle nostre. Sebbene abbia innescato subitaneamente in me l'idea di una gloriosa ship nascente – anche per come vengono inquadrati spesso insieme, soprattutto all'interno di scene collettive, quasi a volerci familiarizzare con una loro eventuale futura partnership più “ravvicinata” (ci siamo familiarizzati subito, grazie!) - si è fatto apprezzare per molte altre innegabili qualità, senza essere ridotto in partenza al ruolo di mero corteggiatore nel classico tira e molla. Avrebbe sminuito il suo personaggio e non sarebbe stato coerente con il percorso di Emily. 

Cal è sicuramente affascinato dalle luci e ombre di una personalità formidabile come quella di Emily, i cui misteri e abissi non è ancora in grado di comprendere completamente, ma quel che di lui colpisce è la cura, l'attenzione, il rispetto. Non sembra perfino reale, ecco perché non lo levo dalla lista dei sospettati e mi sto preparando psicologicamente alla disfatta. Perché è troppo perfetto e stiamo parlando di Absentia, in cui nessuno è quello che sembra. Per cui, prima di sdilinquirmi come mi piacerebbe, voglio delle prove concrete. O magari una terza stagione in cui scopriamo di più del suo passato e del perché sia così ossessionato dall'ottenere mandati di cui non importa mai nulla a nessuno, venendo sempre allegramente scavalcato.

[Non mi sono ancora ripresa da lui che la bacia sulle mani e in testa e lei che si aggrappa alla sua barba, comunque. È colpa di questa mia innata propensione alle ship, ma niente di serio].

Proseguendo con la puntata, ho trovato particolarmente intrigante la scena in cui Emily e il medico dell'orrore si confrontano nel di lui studio. Emily non può affrontarlo come agente FBI, cioè non può fargli un interrogatorio in piena regola (intendo la versione legale, non quella personalizzata messa in scena alla fine, per quanto da me entusiasticamente incoraggiata), né insospettirlo. Riveste i panni dimessi con cui si era presentata da lui per l'incontro di psicoterapia famigliare, con l'intento di coglierlo con la guardia abbassata, impegnato a recitare il ruolo di salvatore degli afflitti, e scucirgli qualche informazione in più.

Quello che però credo di aver notato, e che mi ha particolarmente affascinato, è che nonostante Emily gestisca inizialmente l'incontro - perché lui è ancora ignaro di quello che lei sa e questo la mette in una posizione di vantaggio - e sia molto più controllata di un tempo, molto più capace di tenere a bada gli impulsi di fronte a un uomo che potrebbe aver messo in pericolo il figlio, a un certo punto io credo percepisca l'irresistibile forza manipolatoria dell'uomo, nel momento in cui le si siede davanti, invadendo il suo spazio, la fissa strascicando intenzionalmente le parole e soprattutto le offre dell'acqua in un gesto sadico all'apparenza innocuo, ma di cui sa benissimo l'effetto [“Would you like some water?”. Sì. Sulla tua faccia], per imporsi psicologicamente su di lei e tentare di soggiogarla come può aver fatto un tempo. Vuole ricordarle chi è il carnefice, e tenta di farla sentire una vittima.

Credo che per un attimo l'inconscio di Emily abbia reagito confusamente e istintivamente ai ricordi ancora sommersi che la legano al trauma subito, senza comprendere razionalmente il motivo – che verrà svelato solo alla fine. Ho percepito una diminuzione di forza in lei, un istante in cui è stato lui, di nuovo, ad avere il controllo sulla sua mente, grazie a una sottile pressione psicologica quasi impercettibile. 

Ma è questa è chiaramente l'ultima volta in cui Emily si fa prendere alla sprovvista e si lascia dominare da lui suo malgrado, come vedremo bene nella scena finale, in cui è lei ad avere il controllo assoluto della situazione, nonostante le scoperte agghiaccianti che fa su se stessa, dopo la confessione del medico che la riguarda in primissima persona.

Ho trovato che questa ultima scena sia stata costruita in molto simile a quella della quarta puntata della prima stagione, in cui una Emily in fuga, molto meno lucida e molto meno sicura di sé della versione attuale, prende in ostaggio Adam Radford, lo lega alla sedia e cerca di estorcergli la verità con metodi non esattamente diplomatici. 

Anche adesso, come allora, viene interrotta dall'arrivo di due “prodi cavalieri” (uno è lo stesso), che però questa volta sono dalla sua parte e non le danno la caccia considerandola colpevole, e alla fine il “prigioniero” muore per un colpo di pistola sparato da una mano sconosciuta – sappiamo solo che si trattava di qualcuno di cui il dottor O. si fidava e nel quale cerca inutilmente aiuto. Qualcuno su cui si concentrano tutte le mie congetture, arrivati a un passo dalla fine.

A essere decisamente diverso è l'atteggiamento di Emily, che non si sente più braccata, non è allo sbando, non agisce in preda alle proprie pulsioni, ma è in grado di dominarle. Non è più vittima delle circostanze, ma le piega a suo favore. Ed è a un passo dall'ottenere tutte le verità di cui ha bisogno. Mi è piaciuto molto che abbiano recuperato questo parallelismo, che dimostra come Emily si sia evoluta, sia cresciuta, non sia più la donna devastata che abbiamo incontrato allora.

Quando ho visto la scena per la prima volta ammetto di aver temuto che Emily avrebbe pagato le conseguenze delle sue scelte – per via dei metodi non proprio ortodossi con cui lo ha fatto parlare -  o, peggio, che avrebbero di nuovo dato la colpa a lei, in un trend fin troppo familiare. Non so come si giustificherà di fronte all'FBI per avere di fatto sequestrato una persona, e se potranno usare la confessione estorta, ma quel che è certo è che adesso si trova in una posizione diversa e ha il sostegno dei suoi colleghi. Ho come la sensazione che si sia chiuso in cerchio. 

In questo senso mi è piaciuto molto il clima di collaborazione spontaneamente sorto tra Emily, Cal e Nick, che fanno fronte comune e agiscono in modo compatto per la risoluzione del caso. È un contesto molto diverso rispetto a quello in cui era costretta a muoversi Emily in passato, di totale solitudine. E ho apprezzato lo sguardo di intesa tra Nick ed Emily, tagliati fuori dall'interrogatorio, che comunicano senza bisogno di parole. Nonostante io non sia fan di Nick, mi fa piacere che ogni tanto ci venga ricordato che un tempo hanno condiviso qualcosa che li ha resi complici. [Non li voglio comunque insieme per il futuro].

Veniamo ad Alice, il grosso elefante al centro della stanza e un argomento spinoso, dal momento che è ormai l'indiziata principale su Twitter, protagonista di ogni congettura, al punto che non mi stupirei se, passeggiando, qualche estraneo mi fermasse per dirmi “Secondo me è stata Alice”. 

L'idea, così a freddo, non mi farebbe impazzire, perché non ci hanno fin qui presentato un'Alice in grado di essere artefice o complice in un intrigo di tale ampiezza e portata, a meno che non sia stata coinvolta in modo inconsapevole, che è l'unica variante che a questo punto troverei consona alla storia e al suo carattere. 

È però indubbio che l'avere messo in campo un legame con il dottor O. la avvicina quantomeno bizzarramente a quel lato della storia. Storia che avrebbe retto benissimo anche senza che lei facesse da collegamento tra Flynn e il suo terapeuta, potevano semplicemente averlo scelto perché era il migliore nel suo campo, non era necessario che avessero lavorato insieme. Quindi, ci deve essere un motivo e temo sia quello che sospetto. 

Così come, se così fosse, acquisirebbe una valenza totalmente diversa lo strano dialogo avvenuto tra i due, in cui il medico le consiglia di non lasciare Nick, adducendo motivi nebulosi e vaghi. Ma a questo punto qualsiasi cosa mi pare sospetta. Perfino la Gunnarsen, in fondo che cosa conosciamo di lei? 

In ogni caso ripongo molta fiducia nel modo in cui Absentia ha dimostrato di saper gestire le cose, strutturandole, soprattutto nella stagione attuale, in modo consequenziale, credibile e senza buchi logici, per cui intendo godermi la puntata finale senza preconcetti, sicura che ne sarò soddisfatta come sempre.

Su Alice incombe comunque il fantasma della relazione extra coniugale appena abbozzata e prontamente abortita, che non potrà non avere delle conseguenze, anche se non sappiamo ancora quali. Ma dubito che sia finita così, non per come piacerebbe ad Alice, che non esce benissimo da questa vicenda.

A me piange il cuore per Jack, che non meritava di essere trattato in questo modo – proprio come un passatempo -, per il suo entusiasmo puro e cristallino. Per come si è illuso, nonostante le probabilità avverse. Mi auguro almeno che non significhi una regressione verso l'alcolismo, non se lo meriterebbe, non per come è stato usato e gettato alla prima occasione. 

Inoltre, ho trovato interessante e un po' dubbia la scena dell'incontro tra Emily e Alice, per come è situata temporalmente. 

Innanzitutto ho notato come Emily, che di solito tendeva a sentirsi sopraffatta in presenza di Alice, dalla quale ha sempre ricevuto critiche incassandole senza battere ciglio, quasi fosse convinta di meritarle in nome di una presunta superiorità morale dell'altra in campo materno, considerandosi sempre non alla sua altezza e probabilmente divorata dai sensi di colpa per non esserci stata durante l'infanzia di Flynn, ha invece ribaltato a sorpresa questa prospettiva, interloquendo con lei con maggiore sicurezza e senza i vecchi complessi di inferiorità che la facevano perfino rattrappire in sua presenza.

Al contrario, ha sfoderato calma e fiducia in se stessa, senza dubbi di sorta e padrona della situazione, arrivando al punto di ringraziarla con enorme generosità e altruismo per essersi occupata di Flynn. Nessuna persona con poca autostima potrebbe fare una cosa del genere, anzi, si sentirebbe sempre in competizione. Ma abbiamo già assistito a numerosi esempi in cui Emily è ben al di sopra di tali meschinità umane e sempre di più rivela quella nobiltà d'animo che la contraddistingue.

Qual è però il senso di uno scambio del genere, soprattutto sottolineare quanto siano tutti fortunati ad averla? Nel giro di una puntata Alice è felice, serena, realizzata nel lavoro, amata dal marito e apprezzata dalla prima madre del figlio che hanno in comune. Nessuna nuvola offusca il suo cielo. Da un punto di vista televisivo, una situazione del genere di troppa grazia per un personaggio è l'anticamera della morte (cosa che non le auguro perché Flynn ne ha già passate abbastanza tra madri morte, vive, nonne morte, nonni morenti). Insomma, Alice non mi lascia affatto tranquilla. Tutto sta puntando verso di lei. Spero davvero che ad Alice non succeda nulla e non sia responsabile di niente o almeno solo in minima parte, pur con i legami che ha con il dottor O., che non la rendono necessariamente colpevole o complice in senso assoluto. Però non riesco a non avere molti più dubbi di quanti mi piacerebbe averne.

Voi che cosa ne pensate? Chi è il colpevole secondo voi, posto che non abbiate ancora visto la puntata finale? Io sono (stranamente per me) priva di qualsiasi spoiler! 

Vi aspetto per l'ultima recensione, la prossima settimana!

A presto, Syl. 

 

  • Visite: 378
  • www.absentiaitalia.it
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Segui Absentia Italia sui social

Absentia Italia is a not-for-profit unofficial fansite. We are no way affiliated with Absentia Series, AXN, Sony Pictures Television, Masha Production or anyone related to the show. All rights reserved.
We do not claim ownership of any of the pictures displayed in the site. All pictures are copyright to their respective owners and no infringement is intended. If you are the owner of an image and wish to be credited or to have the image removed, please contact us.