Intervista a Neil Jackson

Quali sono i nuovi progetti ai quali stai lavorando?
Un mese fa circa ho concluso il prequel di “The Kingsman”. È ambientato nella Prima Guerra Mondiale. È stata una bella esperienza far parte di quel franchise di quel film. Per me è un film molto avvincente per via della sua ambientazione e perché tratta delle origini di “The Kingsman”, circa un secolo prima. Nel cast sono presenti attori fenomenali tra cui Ralph Fiennes e Rhys Ifans.

Che cosa c'è in serbo per Jack nella seconda stagione di Absentia?
Alla fine della scorsa stagione Jack aveva iniziato un percorso di guarigione. Si era presentato al primo incontro degli Alcolisti Anonimi, facendo il primo passo per liberarsi della sua dipendenza. La seconda stagione ha luogo circa un anno dopo la precedente e Jack è in procinto di riottenere la sua licenza medica. Lavora come paramedico e operatore d'urgenza, nella speranza di ritornare a essere un medico. Si sta dedicando a qualcosa che ama. I vecchi demoni sono ancora presenti e il ritorno di Emily e quel che ne è seguito lo inducono ad affrontarli e chiedersi che cosa voglia fare della sua vita.

Quanta voce in capitolo hai avuto nello sviluppo del personaggio?
Non molta per quanto riguarda la trama e lo sviluppo della storia. Ho potuto dire la mia invece sul modo in cui recito il personaggio e lo stato emotivo in cui si trova. Una delle cose che ho apprezzato di Jack fin dall'inizio è che è essenzialmente molto intelligente, ma è anche profondamente insicuro. Non ha mai sentito di avere davvero l'amore dei suoi genitori. La madre è morta, il padre ha adottato questa bambina, Emily, che è diventata il figlio che avrebbe sempre voluto avere. Era atletica, molto fisica e voleva diventare un poliziotto – tutte cose che il padre apprezzava. Di conseguenza ha dedicato più amore e attenzione a Emily (Stana Katic). Jack è una persona più intellettuale, che ha voluto diventare un medico. Ha sempre sentito di avere un posto secondario nel cuore del padre, che non è mai stato orgoglioso di lui. Questa dinamica affiora in ogni comportamento di Jack, che è molto premuroso, ma ha sempre bisogno di approvazione. Vuole che qualcuno lo veda e gli dica che lo apprezza. Di conseguenza si sente molto solo. Una delle cose di cui abbiamo parlato all'inizio della prima stagione è proprio la cupa solitudine che porta con sé, perché sente di non essere mai stato visto e approvato. Vuole che qualcuno gli dica: “Io ti vedo”. Ha cercato di soddisfare questo bisogno nelle relazioni e nelle amicizie. Ha cercato di farlo anche nella sua famiglia, ma senza successo. In questa stagione credo che inizi a guarire quel lato che gli manca. Lo vedremo più felice, il che è magnifico.

 Nella prima stagione Jack è in crisi e mette in discussione il rapporto con il padre. In più deve affrontare anche il ritorno di Emily. Quale sarà la sfida più grande per lui?
La sfida più impegnativa per Jack riguarda la sua carriera e la vita sentimentale. Ha iniziato una nuova relazione, di cui non posso parlare, nella speranza di essere finalmente visto e che qualcuno lo ami per quello che è. Ma è una relazione gravata da grosse difficoltà e problemi. Allo stesso tempo desidera disperatamente riavere indietro la licenza medica, per tornare a essere un chirurgo e un medico. Vuole rimettere in sesto la sua vita. Ma, come ho detto, quei demoni presenti nella prima stagione non sono scomparsi, non li ha affrontati tutti. Iniziano a riaffiorare e creare ostacoli nei suoi progetti.

Che cosa ti auguri che gli spettatori scoprano di Jack nella seconda stagione?
Quello che mi piace di Jack nella seconda stagione è che è molto generoso e vuole aiutare le persone. È genuino in questo suo desiderio. Alla fine della precedente stagione scorgiamo questo suo lato quando salva la vita a Emily. In sintesi, quello è Jack. Vuole esserci e aiutare le persone. Più lo fa e più è felice. Sfortunatamente, più agisce in questo senso e più si espone alle critiche. È un percorso interessante il suo, perché inizia ad aprirsi e riusciamo a intravvedere il tipo di persona che era prima che Emily scomparisse. D'altro canto, è difficile per lui essere felice, perché non si permette di esserlo. Non riesce a guarire completamente ed essere felice. Spero che il pubblico crei un legame con lui e desideri vederlo felice e, se non dovesse farcela, mi auguro che sperino che possa trovare la felicità in una possibile terza stagione.

Avevi il desiderio di dividere la scena con qualcuno in particolare nella seconda stagione?
È una bella domanda, perché Jack è un personaggio separato dalla storia principale. Nel corso di due stagioni avrò girato tre scene in tutto con Patrick Heusinger, perché è l'ex marito di Emily. Jack non fa parte dell'FBI, al contrario degli altri. Quest'anno abbiamo avuto un nuovo personaggio, Cal, interpretato da Matt Le Nevez. I nostri personaggi non hanno condiviso nessuna scena, anche se è lui è un'ottima persona e siamo grandi amici fuori dal set. C'è un intero mondo separato da quello di Jack, perché lui non è un agente FBI, il che è molto interessante per me da recitare e vedere in seguito, perché, quando lo guardo come spettatore, mi sembra uno show completamente diverso da quello che condivido con Emily. Mi piacerebbe che i due mondi convergessero di più. C'è una scena all'inizio della seconda stagione in cui viene fatto un attentato terroristico e Jack è il primo a intervenire come unità d'urgenza, quindi per un breve istante i due mondi si sono intersecati. Si tratta della nuova indagine in cui Emily e la squadra saranno impegnati e Jack è il primo a farne parte. È il primo caso di convergenza di due mondi separati ed è stato bello vedere i pezzi del puzzle unirsi.

In che modo ti rilassi dopo una lunga giornata di riprese?
Questa è la parte che mi piace di più. Siamo tutti in Bulgaria, dove giriamo. Alloggiamo in hotel e appartamenti nel raggio di un paio di isolati, siamo tutti molto vicini. Usciamo a cena, andiamo in un paio di bar a berci una pinta di Guinness e rilassarci. Il cast e la crew sono molto uniti, usciamo spesso insieme. Abbiamo creato una comunità perché siamo tutti lontani da casa e dalle nostre famiglie e questo ci ha spinto a unirci molto come team, ed è stato molto bello. Ci siamo aiutati a vicenda a rilassarci.  

Qual è il motivo per cui secondo te Absentia continua a essere così amato dai fan?
Absentia si basa su premesse particolari. L'idea di partenza mi è piaciuta molta: un'agente FBI rapita mentre dà la caccia a un serial killer, creduta morta da tutti e che invece si scopre, una volta tornata, essere stata tenuta prigioniera. Deve riabilitare il suo nome e scoprire l'identità del suo aguzzino. Fantastico!
Idem la parte in cui Emily fa ritorno nella sua vita e vede il suo cane e riabbraccia il figlio per la prima volta in sei anni e capisce che il mondo è andato avanti senza di lei. È doloroso, commovente ed è qualcosa verso cui chiunque prova trasporto – questa idea del mondo che è andato avanti senza di noi, in nostra assenza. È una storia triste, profonda, molto commovente. Quello che amo della seconda stagione è vedere questa storia ampliarsi. Stana ha fatto un lavoro magnifico in entrambe le stagioni. La seconda stagione vede Emily cercare di rimettere in sesto la propria vita. Ha scoperto chi era il responsabile della sua cattura. È tornata in seno alla sua famiglia, ma non ne fa davvero parte, perché emotivamente è su un altro pianeta. Dopo un anno sta cercando di capire chi è e non è semplice per lei. Penso che chiunque possa sentirsi partecipe, e in più è una storia molto intensa, per il modo in cui l'hanno girata, editata e prodotta. C'è un colpo di scena alla fine di ogni episodio. Si deve individuare il responsabile della minaccia terroristica il prima possibile. Per me è un eccellente prodotto che unisce il lato emotivo all'aspetto thriller.

Sei sui social media. Apprezzi il responso dei fan al tuo lavoro?
Una delle cose che amo dei social media è proprio scoprire quello in cui i fan si sono sentiti più o meno coinvolti. C'è un feedback immediato. È una delle cose che mi mancano nei film e nella tv. Ho iniziato nel teatro e, ovviamente, lì ricevi immediatamente un responso e il pubblico è parte integrante di quello che metti in scena. Se reciti qualcosa di divertente e non ridono, hai immediatamente il tuo responso. Non capita molto spesso nel resto del mio lavoro. Con i social media va diversamente. Apprezzo molto la comunità solida e supportiva creatasi intorno ad Absentia
Spesso quando mi sveglio ho un centinaio di messaggi su Twitter. Sono stato taggato in discussioni sugli episodi, su ciò che gli spettatori hanno apprezzato, cosa li ha confusi e ciò che speravano sarebbe accaduto. Condividono teorie, count down, fan art e graphic novel. C'è anche una Face Mask Challenge a cui le persone hanno partecipato, ed è stato fantastico. È affascinante vedere quanto le persone tengano allo show, ma allo stesso tempo questo ci permette di esprimere gratitudine ai fan per il loro supporto. Apprezzo i social media per questo motivo.

C'è qualcosa che vuoi che i lettori sappiano in anticipo di questa stagione di Absentia?
Nel corso della stagione ci saranno molti colpi di scena. I creatori dello show si sono impegnati per demolire qualsiasi certezza, ero io stesso ansioso di ricevere i nuovi copioni per saperne di più. Di solito quando ne arriva uno nuovo ci sediamo tutti a leggerlo e ogni volta eravamo i primi a sorprenderci per i twist della trama. Mi ha entusiasmato ricevere feedback dagli spettatori di tutto il mondo, dal Portogallo al Brasile, in cui dichiaravano di apprezzare lo show, di essere sorpresi dai colpi di scena e di quanto amassero i personaggi. Per questo motivo non vedo l'ora di sentire quello che penserà anche il pubblico di Amazon. Non si può mai smettere di sorprendersi, si pensa a una cosa e invece si scopre che è una cosa totalmente diversa.

Che cosa ti piacerebbe dire ai tuoi fan e a chi supporta il tuo lavoro?
Grazie. Sono molto grato. Un gruppo di persone da tutto il mondo, inglesi, americane, australiane, israeliane e bulgare ha lavorato insieme per creare uno show di cui siamo appassionati. Sapere che persone da ogni parte del mondo si sono fatte coinvolgere da Absentia è incredibilmente appagante.
Amo il fatto che sia sorta una comunità intorno ad Absentia che ama e rispetta qualcosa a cui abbiamo lavorato duramente in Europa. Sono incredibilmente grato ai fan e spero che amino la seconda stagione e apprezzino la nuova direzione dello show.

Fonte: http://starrymag.com/neil-jackson-absentia/ 

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